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Canti Partigiani

Col parabello in spalla   Compagni fratelli Cervi   Dai Monti di Sarzana
         
ASCOLTA!   ASCOLTA!   ASCOLTA!
         

"Col parabello in spalla
caricato a palla
sempre bene armato
paura non ho
quando avrò vinto
quando avrò vinto
col parabello in spalla
caricato a palla
sempre bene armato
paura non ho
quando avrò vinto
ritornerò.

 

E allora il capobanda
giunta la pattuglia
sempre bene armato
mi vuol salutare
e poi mi disse
e poi mi disse
e allora il capobanda
giunta la pattuglia
sempre bene armato
mi vuol salutare
e poi mi disse
«I fascisti son là».

 

E a colpi disperati
mezzo massacrati
dalle bombe scippe
i fascisti sparivan
gridando «Ribelli»
gridando «Ribelli»
e a colpi disperati
mezzo massacrati
dalle bombe scippe
i fascisti sparivan
gridando «Ribelli
abbiale pietà!»"

 

"Metti la giubba di battaglia,
mitra, fucile e bombe a mano,
per la libertà lottiamo,
per il tuo popolo fedel.

 

E' giunta l'ora dell'assalto,
il vessillo tricolore,
e noi dei Cervi l'abbiam giurata
vogliam pace e libertà, e libertà.

 

Compagni, fratelli Cervi,
cosa importa se si muore
per la libertà e l'onore
al tuo popolo fedel.

 

E' giunta l'ora dell'assalto,
il vessillo tricolore,
e noi dei Cervi l'abbiam giurata
vogliam pace e libertà, e libertà.

 

Compagni, fratelli Cervi,
cosa importa se si muore
per la libertà e l'onore
al tuo popolo fedel."

 

 

 

"Momenti di dolore,
giornate di passione,
ti scrivo cara mamma,
domani c'è l'azione
e la brigata nera,
noi la farem morire.

 

Dai monti di Sarzana
un dì discenderemo
all'erta partigiani
del battaglion Lucetti.
Il battaglion Lucetti
son libertari e nulla più
coraggio e sempre avanti
la morte e nulla più.
Coraggio e sempre avanti
la morte e nulla più.

 

Bombardano i cannoni
dai monti sarzanesi
all'erta partigiani
del battaglion Lucetti
più forte sarà il grido
che salirà  lassù
fedeli a Pietro Gori
noi scenderemo giù.
Fedeli a Pietro Gori
noi scenderemo giù"


Figli dell'officina
  Fischia il vento
  Il bersagliere ha cento penne
         
ASCOLTA!   ASCOLTA!   ASCOLTA!
         

"Figli dell'officina
o figli della terra,
già l'ora s'avvicina
della più giusta guerra,
la guerra proletaria,
guerra senza frontiere,
innalzeremo al vento
bandiere rosse e nere,

 

Avanti, siam ribelli,
fiori vendicator
un mondo di fratelli
di pace e di lavor.

 

Dai monti e dalle valli
giù giù scendiamo in fretta,
con queste man dai calli
noi la farem vendetta;
del popolo gli arditi,
noi siamo i fior più puri,
fiori non appassiti
dal lezzo dei tuguri.

 

Avanti, siam ribelli...

Noi salutiam la morte,
bella vendicatrice,
noi schiuderem le porte
a un'era più felice;
ai morti ci stringiamo
e senza impallidire
per l'anarchia pugnamo;
o vincere o morire,

 Avanti, siam ribelli..."

 

"Fischia il vento e urla la bufera,
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir.
A conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir.

 

Ogni contrada è patria del ribelle,
ogni donna a lui dona un sospir,
nella notte lo guidano le stelle,
forte il cuor e il braccio nel colpir.
Nella notte lo guidano le stelle,
forte il cuor e il braccio nel colpir.

 

Se ci coglie la crudele morte,
dura vendetta verrà dal partigian;
ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile e traditor.
Ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile e traditor.

 

Cessa il vento, calma è la bufera,
torna a casa il fiero partigian,
sventolando la rossa sua bandiera;
vittoriosi, al fin liberi siam!
Sventolando la rossa sua bandiera;
vittoriosi, al fin liberi siam!"

 

"Il bersagliere ha cento penne
e l'alpino ne ha una sola,
il partigiano ne ha nessuna
e sta sui monti a guerreggiar.
Il partigiano ne ha nessuna 
e sta sui monti a guerreggiar.

 

Là sui monti vien giù la neve,
la tormenta dell'inverno,
ma se venisse anche l'inferno
il partigiano riman lassù.
Ma se venisse anche l'inferno
il partigiano riman lassù.

 

Quando sciende la notte scura
tutti dormono laggiù alla pieve,
ma camminando sopra la neve
il partigian scende in azion.
Ma camminando sopra la neve
il partigian scende in azion.

 

Quando poi ferito cade
non piangetelo dentro al cuore,
perchè se libero se uno muore
e non gli importa di morir.
Perchè se libero se uno muore
e non importa di morir."


La Brigata Garibaldi
  Quei briganti neri
  Sutta a chi tucca
         
ASCOLTA!   ASCOLTA!   ASCOLTA!
         

"Libertà! Si!
Libertà! Si!
Siam Partigian...

 

Fate largo che passa
La Brigata Garibaldi
La più bella la più forte
La più unita che ci sia
Quando passa quando avanza
Il nemico fugge allor
Tutto rompe tutto infrange
Con la forza e con l'ardor


Abbiam la giovinezza in cor
Simbolo di vittoria
Marciamo sempre forte
E non temiamo la morte
La stella rossa in fronte
La cività portiamo
Ai popoli oppressi
La libertà  noi porterem

 

Fate largo che passa
La Brigata Garibaldi
La più bella la più forte
La più ardita che ci sia
Quando passa quando avanza
Il nemico fugge allor
Siam fieri siam forti
Per cacciare l'invasor

 

Col mitra e col fucile
Siam pronti per scattare
Ai traditor fascisti
Ce la faremo pagare
Con la mitraglia fissa
E con le bombe a mano
E le barbarie commesse
Sul nostro popolo fedel

 

Abbiam la giovinezza in cor
Simbolo di vittoria
Marciamo sempre forte
E non temiamo la morte
La stella rossa in fronte
La cività portiamo
Ai popoli oppressi
La libertà  noi porterem"

 

"E quei briganti neri m'hanno arrestato,
In una cella scura m'han portato.

 

Mamma, non devi piangere per la mia triste sorte:
Piuttosto di parlare vado alla morte.

 

Mamma, non devi piangere per la mia triste sorte:
Piuttosto di parlare vado alla morte.

 

E quando mi han portato alla tortura,
Legandomi le mani alla catena:
Legate pure forte le mani alla catena,
Piuttosto che parlare torno in galera.

 

Legate pure forte le mani alla catena,
Piuttosto di parlare torno in galera.

 

E quando mi portarono al tribunale
Dicendo se conosco il mio pugnale:
Sì sì che lo conosco, ha il manico rotondo,
Nel cuore dei fascisti lo gettai a fondo.

 

Sì sì che lo conosco, ha il manico rotondo,
Nel cuore dei fascisti lo gettai a fondo.

 

E quando l'esecuzione fu preparata,
Fucile e mitraglie eran puntate,
Non si sentiva i colpi, i colpi di mitraglia,
Ma si sentiva un grido: Viva l'Italia!

 

Non si sentiva i colpi, i colpi di mitraglia,
Ma si sentiva un grido: Viva l'Italia!"

 

"Sciu pe' i munti e zu inte-e valli,
in mezo a e rocche e inte buscagge
a u criu de "Sutta a chi tucca!"
Ï sciurtiva il partigen.

 

A u criu de "Sutta a chi tucca!"
Ï sciurtiva il partigen.

 

Cun 'e bumbe e cui cutelli,
cue pistole e cui muschettuin
faxeivan rende i cunti a e spie e ai traditui!
Faxeivan rende i cunti a e spie e ai traditui!

 

Quando u partigian u sciurtiva
da-a so' tanna cumme in lu
u fascista da-a puia muiva
e u scapava u traditu.

 

U fascista da-a puia u muiva
e u scapava u traditu.

 

Quando u partigian u caseiva
i cumpagni nu cianseivan, nu,
ma tosto faxevian case
atritanti traditui.

 

Ma tosto faxevian case
atritanti traditui."

DON PIETRO PAPPAGALLO

Don Pietro Pappagallo spaziodx

Una vita dedicata agli ultimi quella di don Pietro Pappagallo, in un'opera di assistenza materiale e spirituale che durò fino all'ultimo istante della sua vita, quando il 24 marzo del 1944 nella cella numero 13 del carcere di via Tasso a Roma, i nazisti lo prelevarono per portarlo sull'Ardeatina e fucilarlo vendicando in questo modo 33 militari dell'esercito tedesco uccisi il giorno precedente. Oggi è “Giusto tra le nazioni”, riconoscimento finora conferito a circa 22mila persone, fra cui poco più di 400 italiani, dalla Commissione costituita presso lo Yad Vashem di Gerusalemme, e che comporta l’iscrizione sul muro perimetrale del Memoriale dell’Olocausto e il conferimento di una medaglia e di una pergamena dallo Stato d’Israele ai suoi parenti.

È attiva dal maggio del 2009 la Sezione territoriale della Associazione Nazionale Partigiani d’Italia - A.N.P.I. – dei rioni ESQUILINO-MONTI-CELIO del I Municipio di Roma; la Sezione è stata intitolata a don Pietro Pappagallo, prete partigiano, ucciso dai nazisti alle Fosse Ardeatine. Essa costituisce un presidio di difesa democratica e di rafforzamento dei princìpi della nostra Costituzione repubblicana; inserita in un contesto territoriale, al centro della capitale, caratterizzato dalla presenza di luoghi e testimonianze della Resistenza a Roma quale, tra gli altri, il Museo della Liberazione di via Tasso, carcere dei torturatori nazisti, con cui è la Sezione collabora in stretta comunanza di intenti.

pioggia
Cari ragazzi, io a 17 anni e un mese con i partigiani ho visto nascere la democrazia, ora che sono vecchio devo vederla morire? La speranza siete voi, restiamo umani!
Don Andrea Gallo
Don Andrea Gallo - Prete di strada
Il fascismo non è un’opinione: è un crimine.



Sandro Pertini
Sandro Pertini - Presidente 1978-1985
Quando tra gli imbecilli ed i furbi si stabilisce una alleanza, state bene attenti che il fascismo è alle porte.

Leonardo Sciascia
Leonardo Sciascia - Scrittore
25 Aprile. Una data che è parte essenziale della nostra storia: è anche per questo che oggi possiamo sentirci liberi. Una certa Resistenza non è mai finita.
Enzo Biagi
Enzo Biagi - Giornalista
Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere.


Bertolt Brecht
Bertolt Brecht - Drammaturgo e Poeta
Minimizzare il fascismo è irresponsabile.



Giorgio Napolitano
Giorgio Napolitano - Presidente 2006-2015
Il fascismo è ovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità di esprimere ed attuare la sua volontà.

Primo Levi
Primo Levi - Scrittore
È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.


La Costituzione Italiana
La Costituzione Italiana -
La cosa dannosa del fascismo è che induce gli imbecilli a credersi molto furbi. Quanto più uno è idiota, tanto più il fascismo lo fa sentire orgoglioso di sé.
Osvaldo Soriani
Osvaldo Soriani - giornalista e scrittore
Il nuovo fascismo ... è americanamente pragmatico. Il suo fine è la riorganizzazione e l’omologazione brutalmente totalitaria del mondo.
Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini - poeta, scrittore, regista

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