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Riflessioni nel tempo del Coronavirus

Roma, come tante altre città italiane e non solo italiane, sta vivendo un periodo difficile e sicuramente inusuale. Tralascio cause, analisi, illazioni, falsità e tutto il resto che si stanno diffondendo tramite social e non solo (non guardo la televisione, ma attraverso internet vedo che TV e giornali a volte sono peggio di FB, Twitter, Instagram e Youtube).

BicycleFriendlyLADi questa crisi mi preme sottolineare un aspetto che mi sta particolarmente a cuore: l'uso della bici come mezzo di trasporto. Verrebbe da chiedere: e mò ce mancava 'a bicicletta co' tutti i problemi che ce stanno!

Tutti noi dell'ANPI conosciamo bene il senso di libertà di movimento che ci è in qualche modo giunto da parte delle staffette (e non solo) nell'uso della bici. Quel senso di libertà è SEMPRE presente in chi si muove con il velocipede (come lo definisce il codice della strada). È insito nella filosofia dell'andare in bici, fa parte di quel meccanismo semplice e innocuo che è la rotazione dei pedali, della catena e delle ruote.

Una città libera dalle automobili è una città bella, dove i bambini possono giocare per strada, dove gli anziani possono passeggiare senza pericolo, etc...

Si sta dibattendo se il virus si stia diffondendo anche per colpa delle particelle di pm10 che trasporterebbero il virus più facilmente e quindi, visto che la Pianura Padana è uno dei luoghi più inquinati d'Europa, il virus avrebbe avuto più possibilità di circolare. Questo è soltanto uno degli aspetti che dovranno essere studiati per bene. Rimane il fatto che l'inquinamento indebolisce, tra le altre cose, l'apparato respiratorio in maniera importante (ho un esempio in casa).

Quello che sta accadendo spero che ci faccia riflettere sul modello di vita che stiamo portando avanti quotidianamente. Sento tanti personaggi più o meno famosi e/o esperti che individuano i cambiamenti futuri. Nessuno che dica che il modello di economia in atto se mantenuto ed estremizzato come è ora ci riporterà allo stato precedente il virus: inquinamento/ritmi frenetici → stress/malattie → morti/spesa sanitaria. Non si scappa, non c'è alternativa.

Riporto la mia piccola esperienza quotidiana. Diversi amici e colleghi, con i quali ho rapporti sia di lavoro che di amicizia (quindi ambiti anche diversi) mi stanno dicendo la stessa cosa: “Abito sulla Tuscolana, Casilina, Appia Nuova, Laurentina etc. ma che ficata, c'è un silenzio! Non passa una macchina!”

bici

 

Qui sotto un link da cui prendere spunti sui soldi che potrebbero essere risparmiati per la sanità pubblica anziché tagliare. Anche se “di parte” le valutazioni sono sottostimate:

https://www.bikeitalia.it/la-bici-come-terapia-in-italia-potrebbe-far-risparmiare-almeno-905-milioni-di-euro-allanno/

a cura di Mauro Piacentini

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