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Resistenza ai tempi del Covid

mani 800Il ricordo delle vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine e degli eroi della Resistenza in tempi di emergenza sanitaria. Grazie Mattarella. 

"Eventi così atroci, frutto della volontà di sopraffazione e del razzismo, continuano a richiamarci ai valori fondamentali della memoria, della pace, della solidarietà". Sono parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, scritte e diffuse il 24 marzo scorso in occasione dell'anniversario della strage nazifascista delle Fosse Ardeatine.

Il capo dello Stato è stato il primo a rammaricarsi, in ottemperanza alle regole di isolamento sociale per combattere la durissima prova della pandemia, per il mancato svolgimento della tradizionale cerimonia di ricordo delle 335 vittime della infame rappresaglia nazista. Proprio perciò ha voluto dire chiaro e forte che quell'eccidio "ha costituito una delle pagine più dolorose della storia recente del nostro Paese" e che proprio "i valori del rispetto della vita e della solidarietà, che ci sorreggono in questo periodo, segnato da una grave emergenza sanitaria, rafforzano il dovere di rendere omaggio a quei morti innocenti".

Né è un caso che la nota ufficiale di Mattarella abbia voluto fare un forte riferimento allo spirito della Resistenza e del CLN per richiamare le forze politiche e i cittadini italiani a ritrovare quello spirito per poter combattere la pandemia e le sue già chiare drammatiche conseguenze in campo economico sociale.

Un ritorno allo spirito della Resistenza che appare oggi tutt'altro che facile. Vale la pena ricordare che nel Comitato nazionale di liberazione si ritrovarono molti partiti, diversi tra loro, ma che avevano in comune il forte collante di aver combattuto il nazifascismo.

Si ritrovarono così a far ripartire l'Italia, cattolici democratici, socialisti, comunisti, azionisti, liberali e persino monarchici che furono in grado di portare il Paese unito alla Costituente, superando anche la prova di un divisivo ma decisivo referendum istituzionale, che scelse la forma repubblicana. 

Sarà possibile ritrovare lo spirito che animò l'antifascismo nella ricostruzione repubblicana? Inutile nascondersi che alla luce dei fatti appare più che problematico. Oggi tentazioni nazionaliste sono ben palesi nel dibattito politico non soltanto italiano, ma purtroppo anche italiano. Proprio per questo il richiamo della più alta autorità democratica della Repubblica a date simbolo come quella del 24 marzo 1944 è opportuna e addirittura necessaria. flash mob 24 marzo e 25 marzo scienza sul balcone ore 21 italia emergenza coronavirus canzoni balcone

E ancora una volta tocca all'ANPI, riaffermare quei valori scolpiti nella storia dell'antifascismo per richiamare ad essi le forze politiche. Ancora una volta, anche dinanzi ai troppi tentativi di revisionismo a buon mercato, bisogna rendere onore a quelle vittime. Non dimenticando i fatti. I quali ci ricordano che quella strage fu una criminale risposta ad un atto di guerra (in questo senso si sono espresse ben due sentenze della Cassazione 1957 e 2009 come ci ricorda il bel libro da poco uscito per Laterza, “Storia della Resistenza” di Flores e Franzinelli), quello dei gappisti di via Rasella. Fatto questo purtroppo messo più volte in discussione dal peggior revisionismo.

E allora, mentre ricordiamo l'eccidio voluto dai Kesselring e dai Priebke, e supportato da collaborazionisti italiani, in azione anche a via Tasso e nella banda Koch, è doveroso ricordare anche i protagonisti dell'azione di via Rasella Carla Capponi e Rosario Bentivegna, medaglie d'oro della Resistenza. Non dimenticando mai, e anche queste sono parole di Mattarella che "la libertà e la democrazia sono state conquistate con il sangue di molti per evitare che fosse sparso ancora".

a cura di Guido Compagna


Guido CompagnaGuido Compagna

Giornalista. Iscritto da sempre alla nostra sezione ANPI Esquilino Monti Celio.
Ha raccontato e commentato per oltre trent'anni le vicende politiche e sindacali sul Sole 24 Ore.
È di fresca uscita il suo libro "Quando eravamo liberali e socialisti. Cronache familiari di una bella politica".


Martedì, 24 marzo 2020

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