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Passeggiata della Memoria

00 PAT1122 2Sabato 1 febbraio, in occasione del 76° anniversario dell'arresto di don Pietro Pappagallo e del Prof. Gioacchino Gesmundo, ha avuto luogo l’evento “Passeggiata della Memoria” organizzato dalla nostra sezione insieme alla sezione ANPI di Terlizzi (BA) “Don P. Pappagallo e Prof. G. Gesmundo”. Una rappresentanza della sezione di Terlizzi è venuta a Roma, per partecipare all’evento, con alcuni familiari dei due martiri, una delegazione della scuola primaria I CD “don Pietro Pappagallo” di Terlizzi e il consigliere comunale Volpe, con la fascia tricolore, in rappresentanza del sindaco.

La giornata è iniziata nell’Aula Magna del Liceo Cavour, affollata di studenti, dove ha insegnato il professor Gesmundo e che la scuola ricorda con una lapide posta all’ingresso dell’Istituto.08 PAT1104

La Preside, prof.ssa  Antonietta Corea, ha aperto i lavori ringraziando tutti i presenti e ricordando le figure dei due martiri e dell’importanza di parlarne, perché “questa memoria non si esaurisca, non svanisca, sia sempre nella nostra mente ed è l’unica cosa che ci aiuta a fare in modo che, in un futuro, non ci siano più situazioni come quelle che si sono perpetuate”. “Dovete provare gratitudine” ha esortato la professoressa “nei confronti di queste figure, che attraverso la loro sofferenza e la loro morte hanno regalato a voi quella forma di democrazia che ancora oggi purtroppo in tanti paesi non c’è. Attraverso il loro sacrificio hanno regalato a tutti noi la possibilità di vivere in un paese libero, democratico e una Repubblica che vi permette di esercitare il diritto di voto, vi permette di stare in una scuola liberamente, decidendo quelle che sono le vostre attività e scegliendo insieme ai vostri docenti il percorso che voi portate avanti. Sembrano cose banali ma ci sono purtroppo ancora tantissimi paesi oggi, nel 2020, in cui l’esercizio della libertà non viene rispettato”.

03 PAT0987Il delegato del Sindaco di Terlizzi, consigliere Giuseppe Volpe, ha sottolineato l’importanza di continuare a fare questo lavoro di memoria nelle scuole, perché “voi siete i futuri cittadini e cittadine di questa comunità e dovete essere i veri soggetti del cambiamento della società, affinché certe cose non si ripetano mai più! “... “pensare che il professor Gesmundo, mio concittadino, ha insegnato qui, ha percorso questi luoghi, ha avuto allievi illustri come Pietro Ingrao” ha continuato il consigliere “mi fa venire i brividi! Ne sono onorato!”... “Voi avete la grande fortuna di avere questi maestri, maestri di vita, che hanno dato la loro vita, per permetterci oggi qui di stare a parlare di questo, per renderci liberi di pensare, di agire, per avere un pensiero critico, perché è questo che serve ed è questo che manca al giorno d’oggi, perché si ripetono ancora episodi di razzismo, di odio, di violenza, e proprio contro questo hanno combattuto don Pietro Pappagallo e Gioacchino Gesmundo. Ma non solo loro, voglio ricordare che insieme a loro 335 persone inermi sono state brutalmente assassinate alle Cave Ardeatine qui a Roma il 24 marzo del 1944. Don Pietro e Gioacchino furono arrestati il 29 gennaio e subirono un mese e mezzo di brutali torture nelle carceri di via Tasso, dove c’è ancora la camicia insanguinata di Gioacchino, ancora con il sangue, il sangue della libertà che ha donato a tutti quanti noi. Abbiamo quindi, non il dovere, ma il piacere di continuare questo lavoro per una società plurale, libera, aperta dove ci si confronta.”... “Vi faccio un esempio personale e concreto: io nel mio paese sono consigliere comunale di opposizione, non di maggioranza, di opposizione, e il mio sindaco mi ha delegato oggi, con la fascia tricolore, e lo ringrazio per questo, per rappresentare qui il comune di Terlizzi. Noi la pensiamo in modo diametralmente opposto e continueremo a confrontarci anche duramente sulle questioni che riguardano la città, sui problemi, sulle visioni rispetto al mondo, rispetto alla società, ma su certi temi dobbiamo essere uniti e lavorare insieme verso un percorso di libertà e democrazia. Guardate quanto è bello questo ragazzi!… questo è quello che sognavano don Pietro e Gesmundo.”09 PAT1070

Valerio Bruni dell’ANPI Provinciale ha ringraziato i numerosi studenti presenti in sala e gli ha posto una domanda:
“secondo voi, noi qui in questa sala stiamo esercitando dei diritti?”
“Si!” ha risposto la sala,
“e quali diritti stiamo esercitando?”
“di parola”
“esencitiamo secondo voi libertà di espressione?”
“Si!”
“esencitiamo secondo voi liberta di riunione?”
“Si!”
“Perfetto! Quindi noi sappiamo che se il nostro compagno la nostra compagna di scuola è mussulmano piuttosto che ebreo, africano piuttosto che asiatico, è tutelato da delle leggi. In particolare dalla legge fondamentale dello Stato che va sotto il nome di "Costituzione". L’articolo 3 della Costituzione prevede che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.”... Valerio ha poi illustrato il compito dell’ANPI, “I partigiani e le partigiane che hanno combattuto per quei diritti di cui noi oggi godiamo, ci hanno affidato il compito di tutelare la memoria e la storia, per far si che quella memoria e quella storia potessero andare avanti come stiamo facendo noi qui, per tramandarla di generazione in generazione perché ciò che è stato non succeda mai più."

05 PAT1094Giuseppe Pappagallo, Anpi di Terlizzi, pronipote di don Pietro Pappagallo.
“Noi ci siamo rivolti a voi ragazzi, perché abbiamo bisogno della vostra curiosità, della vostra fame di conoscenza, della vostra intelligenza vivace, per riuscire a rielaborare e attualizzare i concetti espressi fino a questo momento; perché, quello che sta succedendo in questo momento nel nostro paese e in tanti altri paesi noi non lo riusciamo a capire. Quando parliamo di don Pietro e Gesmundo, non si parla di qualcosa che è proprietà esclusiva delle famiglie ormai, ma dovrebbe essere patrimonio collettivo, perché quando parliamo di loro parliamo di valori universali, di libertà, di uguaglianza, di giustizia, di solidarietà, che sono le basi del nostro vivere quotidiano che noi diamo per scontato, ma questi valori sono messi in questo momento incredibilmente, inspiegabilmente, in discussione. Questo bisogno di autoritarismo, l’odio, l’intolleranza, sono qualcosa di inspiegabile; sono messi in discussione i valori positivi della nostra Costituzione che sono al centro della convivenza civile e democratica."... "don Pietro e Gesmundo sono due figure, se vogliamo, perfettamente antitetiche: Gesmundo giovane insegnante intellettuale comunista, don Pietro sacerdote pacioso, bonario, contrapposto come figura a Gesmundo, eppure essi, non solo erano amici, ma condividevano questa scala di valori che ora sono diventati dei disvalori; per questo ci affidiamo a voi. I fatti di questi giorni (*scritte antisemite sulle porte) ci dicono che non importa se ebreo, partigiano o antifascista... va individuato qualcuno da odiare, da vessare… magari adesso i rom, i migrante, in questi giorni i cinesi… per questo noi chiediamo il vostro aiuto per sconfiggere la paura e l’ignoranza.”

Di seguito Giuseppe ha letto un messaggio inviato dal nipote diretto del professor Gesmundo, Gioacchino, assente giustificato data l’età, che ha voluto ringraziare i presenti per l’evento organizzato e che potete leggere QUI.

06 PAT1125Mario Spagnoli, segretario sezione ANPI “don Pietro Pappagallo” dei rioni Esquilino Monti Celio.
“Vorrei partire da un dato: il 15% della popolazione italiana ha seri dubbi che l’olocausto sia esistito. Mi rivolgo a voi ragazzi che siete andati li, mi rivolgo a voi che avete potuto vedere e toccare con mano quella che è stata una delle pagine più nere dell’umanità, milioni di persone uccise per una razza, per una religione, per un orientamento sessuale, per un orientamento politico. Non date per scontata quella che oggi è la vostra libertà di pensiero, di opinione, che potete esprimere sui social e nella vita reale. Essa è frutto del sacrificio di Gesmundo, di don Pappagallo, dei 335 morti delle Fosse Ardeatine, dei Partigiani e di tutti coloro che hanno combattuto e sono riusciti così a dar vita a quella "Costituzione" su cui oggi si fonda la nostra Repubblica. Io ho avuto la fortuna, alla vostra età, di sentire molti più testimoni diretti di quello che è successo; oggi quelle voci stanno man mano scomparendo perché anagraficamente è inevitabile, ma quello che vi posso dire è “custodite la memoria”, ma non come esercizio sterile, come esercizio scolastico per aver imparato chi erano Gesmundo e don Pappagallo, o quello che è successo in Italia in quegli anni, ma imparatelo per prendere la rincorsa verso un futuro. Un futuro che sta a voi, è nelle vostre mani e che potete decidere di interpretare come meglio credete. Quello che vi auguro è, che i valori che hanno spinto chi ci ha preceduto a lottare per quei diritti, siano i vostri stessi valori! che non diciate mai “prima io di qualcun altro”, ma che solamente l’uguaglianza possa spingere questo paese, questa italia, questa europa, questo mondo intero verso un futuro migliore, dove voi siate i protagonisti e portiate avanti quei valori della memoria che oggi stiamo ricordando. Concludo facendovi partecipi dell’emozione che ho provato quando un ragazzo di 18 anni, qui presente, si è iscritto alla nostra sezione Anpi, per me è stata una emozione molto grande perché io ho 35 anni e quando sono diventato segretario di sezione uno degli obbiettivi che mi sono dato era cercare di portare i giovani nell’Anpi. Abbiamo bisogno di voi, abbiamo bisogno di fare memoria con voi e abbiamo bisogno di voi per andare verso il futuro.”

07 PAT1165Il professor Giovanni Cassanelli, preside della scuola “don Pietro Pappagallo” di Terlizzi, giunto a Roma per questo evento con una delegazione di insegnanti della scuola, l’unica scuola in Italia intitolata a don Pappagallo, ha fatto presente come la scuola senta viva la memoria di don Pappagallo ed ha sottolineato quanto l’intitolazione sia importante. "Queste figure devono “informare di se”, devono essere modello di riferimento per tutti gli alunni. I ragazzi di tutte le età devono acquisire il concetto di legalità e di rispetto."... “Fatevi sempre portatori di pace!”

Infine sono intervenuti alcuni studenti del Liceo che hanno espresso i loro sentimenti di sgomento nell'aver visitato quei luoghi dell'orrore, nel viaggio della memoria organizzato dalla scuola.
“L’antifascismo e la memoria storica mi hanno sempre accompagnato durante la mia vita, sono dentro di me, ma da quando sono stato ai campi di lavoro di Mauthausen... questa esperienza mi ha dato una prospettiva sicuramente più profonda su tutto quello che è stato, su quel terribile errore dell’umanità."
"Vedere i campi di sterminio mi ha cambiato la vita!"
“Il dato che il 15% degli italiani non crede che l’Olocausto sia esistito, e questo a solo 75 anni dalla liberazione dei campi di Auschwitz, è scioccante!"
"Portare la memoria dentro le scuole con una iniziativa come questa, raccontare di un professore, di un uomo, del suo assassinio, non può che essere il modo di invertire la rotta."
"Abbiamo bisogno che l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia si affianchi a noi studenti e studentesse antifascisti nella lotta quotidiana per la consapevolezza".
"Purtroppo i testimoni stanno scomparendo, dobbiamo raccogliere la sfida che ci ha passato chi, per tutta la vita, ha tenuto viva la memoria di quegli anni, per poter essere in prima persona noi la scintilla che tiene vivo il fuoco della Resistenza"
"Dobbiamo combattere ogni giorno e senza paura l’indifferenza."

Questi alcuni stralci degli interventi dei ragazzi.

10 PAT1287L'evento quindi si è spostato all'ingresso dell'Istituto accanto alla lapide celebrativa di Gesmundo dove due studenti hanno deposto la corona d'alloro offerta dall'ANPI e tutti i presenti hanno intonato l'Inno d'Italia.11 PAT1031

La "Passeggiata" è poi continuata nel pomeriggio in via Urbana, al civico 2, per ricordare don Pietro Pappagallo li dove sono presenti lapide, corona e pietra d'inciampo a sua memoria (vedi qui).

13 PAT1395È intervenuto il consigliere del I Municipio Davide Curcio, delegato dalla presidente del I Municipio a rappresentarlo, che ha ringraziato tutti i presenti per il lavoro fatto sulla memoria. "don Pietro Pappagallo è morto per amore, amore nei confronti dei perseguitati, degli oppressi, e per questo amore ha sacrificato la sua vita... è questo il "segno", il messaggio del suo sacrificio. 15 PAT1385Viviamo in questo momento in una società più che mai incattivita, in una società in cui il buonismo, essere buoni, è una colpa, perché la “normalità” è essere cattivi, è chiudere, non accogliere, è lasciare gli ultimi abbandonati a loro stessi... fino al paradosso dei carnefici che accusano i perseguitati, gli oppressi, di fomentare l’odio, nei confronti di chi perseguita, di chi discrimina, di chi uccide. Questo è il paradosso della società aperta, della società tollerante, dei valori che tutti noi condividiamo, ma che ci pone di fronte ad un dilemma, quando questa apertura viene utilizzata da chi è intollerante per rivendicare spazi per praticare la discriminazione, per praticare il razzismo, per praticare l’odio. Il messaggio che don Pietro Pappagallo ci porta, è un messaggio attuale, perché lui ha risposto a questo odio sacrificando la propria vita, mantenendo la propria apertura, praticando un messaggio d’amore, aiutando le persone in difficoltà fino appunto al sacrificio estremo. Il I Municipio, che mi ha delegato a rappresentarlo, vi ringrazia infinitamente tutti, perchè la memoria è importante, è un insegnamento sempre attuale, la memoria va praticata tutti i giorni!"

Sotto la lapide dedicata a don Pietro Pappagallo è stata quindi apposta la corona d'alloro.

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La Passeggiata è quindi proseguita a Via degli Zingari, dove è presente la lapide commemorativa dello sterminio dei Rom Sinti e Camminanti. La professoressa Anna Maria Rivera ne ha tracciato un ricordo storico (a breve disponibile QUI) ed abbiamo posto la nostra corona.16 PAT1636

Ed infine abbiamo posto una corona d'alloro presso la chiesa di Santa Maria ai Monti, dove è presente una lapide in ricordo del Parroco che, nell'inverno 1943-44, accolse perseguitati e oppressi dentro le mura della chiesa riuscendo a salvarne le vite.

 

Il racconto completo della giornata nel fotoalbum della Gallery.
(immagini originali ad alta qualità scaricabili)

 

 

 

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