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"Cose dell'altro mondo" all'Albertelli

PAT1712Martedi 11 Febbraio, la nostra sezione è stata invitata, da alcuni ragazzi del Liceo Albertelli in autogestione, ad un incontro con il giornalista di Repubblica Marino Bisso e il regista del film "Cose dell'altro mondo" Francesco Patierno per approfondire il tema trattato dal film e far conoscere il punto di vista dell'ANPI sull’argomento.

PAT1667Dopo la proiezione del film, Giancarlo ed Angelo della nostra sezione, hanno presentato l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia spiegandone la storia e lo scopo affidatoci di tramandare la memoria di generazione in generazione. Il giornalista di Repubblica Marino Bisso, che dal 2015 insieme ad altri ha dato vita alla rete “#NOBAVAGLIO, liberi di essere informati” (La RETE delle giornaliste e dei giornalisti, freelance, operatori dell’informazione, uffici stampa, video/foto reporter, blogger, attivisti per i diritti e per le battaglie civili… uniti per cambiare) ha spiegato perché è importante andare nelle scuole e proiettare questo film che parla di migranti “spariti” per parlare di integrazione e sicurezza. Il regista Francesco Patierno ha illustrato tutte le difficoltà incontrate nel girarlo, e le polemiche insorte a causa del personaggio interpretato da Abatantuono, un industriale veneto razzista.

PAT1704La trama è semplice: Dopo la dichiarazione xenofoba del piccolo imprenditore locale, tutti gli extracomunitari di un paese veneto svaniscono improvvisamente. Il regista quindi ha chiesto ai ragazzi: “Cosa succederebbe se il fruttivendolo sotto casa sempre aperto, la donna di servizio, la badante della nonna, il compagno di classe con cui giochi a pallone e formi una squadra sparissero? “ e Marino Bisso ha chiesto loro se hanno vissuto, direttamente o indirettamente, delle situazioni di razzismo o bullismo.PAT1781

Due ragazze hanno raccontato delle situazioni che hanno sofferto seppur indirettamente. La prima ha raccontato che per tutte le scuole medie la sua amica del cuore ha dovuto sopportare appellativi offensivi da parte di tutti i ragazzi della scuola perché del Banghadesh. La ragazza non riusciva a capire “perché” dato che la sua amica è una ragazza come tutte, con il suo carattere forse un po’ più chiuso, e questa situazione l’ha fatta chiudere ancora di più, tanto da non frequentare più nessuno. Lei ha fatto presente la cosa ai docenti ma nessuno ha dato importanza alla sofferenza della sua amica.

La seconda ha raccontato invece di una iniziativa dei suoi insegnanti che avevano organizzato un approfondimento sulle varie religioni ed avevano chiesto ai ragazzi di portare ognuno il “libro” della propria religione per parlarne insieme. I genitori hanno contestato questi insegnanti condizionando l’evento. Anche qui la ragazza ha espresso il suo stupore non capendo perché succedono queste cose.

I ragazzi non vivono il “diverso” come un “problema” perché è il loro compagno di banco e non sono le “diversità somatiche” o “linguistiche” a fare del “loro amico” … un “meno amico”, ma sono costretti spesso, nel momento attuale, a scegliere con chi stare, col “branco” o col “loro amico”. Molto spesso il problema viene proprio da chi dovrebbe tutelarli e lasciare che le loro menti siano aperte al mondo.

PAT1674Un’altra ragazza, rappresentante di classe, ha detto che spesso sono costretti a scegliere se essere di “destra” o di “sinistra” dalle situazioni intorno a loro, condizionati dal contesto “prevalente”.

“Tra i tanti fondamentali compiti della scuola c’è proprio quello di “formare menti critiche”, perché oggi più che mai abbiamo bisogno di saper “discernere” e noi dell’ANPI”, ha spiegato Giancarlo, “è proprio questo quello che cerchiamo di fare: darvi la possibilità di avere una mente critica per poter prendere una posizione consapevole, perché bisogna sempre prendere una posizione”.

L’incontro si è concluso con i ringraziamenti di tutti e con il proposito di aumentare questi “incontri amichevoli” non “lezioni” in cui “ragionare insieme” sugli eventi del nostro tempo.

 

 

giovedì 13 febbraio 2020

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